Un articolo pubblicato su Harvard Business Review offre nuove prospettive sulla mindfulness

Il mondo delle Aziende è sempre più interessato alla Mindfulness; Oltre a Google, anche Apple, Nike, Procter & Gamble (solo per citare alcuni marchi) hanno introdotto la mindfulness in azienda e a questa crescente popolarità si aggiungono i numerosi studi e le ricerche pubblicate dalla comunità scientifica.

Ma cosa significa Mindfulness? Una possibile definizione è: “la pratica della presenza mentale, in consapevolezza, con una modalità non giudicante, con gentilezza verso se stessi”

RicercheSchermata 2015-01-20 alle 16.36.18 recenti portano nuove evidenze sul come praticare la Mindfulness modifichi il cervello. E questo avviene in un modo che chiunque svolga una professione complessa, e sicuramente ogni manager, dovrebbe conoscere.

Uno studio del 2011 mostra come in un gruppo di persone che hanno partecipato al programma MBSR di otto settimane siano avvenuti cambiamenti significativi nel loro cervello,con un aumento della materia grigia!
Altri Istituti di Neuroscienze nel mondo stanno studiando i modi in cui la meditazione (una delle modalità di elezione per praticare la Mindfulness) cambi il cervello.

Quest’anno un team di scienziati della British Columbia e della Chemnitz University of Technology sono stati in grado di raccogliere dati da più di 20 studi per determinare quali aree del cervello siano effettivamente coinvolte in maniera consistente in questa esperienza di cambiamento grazie alla meditazione, ed hanno identificato otto regioni.
Qui ne evidenzio alcune che ci sembrano di rilievo per chi è interessato agli effetti positivi che ha la Mindfulness per le performance sul lavoro.

Per prima la corteccia cingolata anteriore (ACC): una struttura posta nella zona frontale, in profondità dietro al lobo frontale.

La ACC è associata con la funzione della autoregolazione cioè l’abilità di orientare in maniera significativa sia l’attenzione che il comportamento,sopprimere le risposte impulsive inappropriate e cambiare strategia con flessibilità.

Le persone che evidenziano alterazioni nella zona della CCA mostrano impulsività, aggressività incontrollata, e i soggetti con connessioni alterate tra questa ed altre regioni del cervello danneggiate, danno bassi livelli di performance ai test di flessibilità mentale. Anziché adattare il loro comportamento alla situazione si rifugiano in strategie inefficaci.
Al contrario i meditatori hanno dimostrato performances migliori al test di autoregolazione, resistenza alle distrazioni, capacità di dare risposte corrette più spesso di coloro che non meditavano.
Hanno mostrato anche una maggiore attività della ACC rispetto al gruppo di controllo.

Oltre alla autoregolazione la ACC è associata alla capacità di imparare dalle esperienze vissute a favore di una ottimale capacità di prendere decisioni.
Gli scienziati evidenziano l’importanza del ruolo della ACC nel fronteggiare condizioni dove c’è incertezza, o nelle quali si verifichino cambiamenti repentini.
L’altra regione del cervello che da prendere in considerazione è l’ippocampo, una regione che ha aumentato in maniera evidente il suo volume di materia grigia nei partecipanti a un programma di MBSR tenuto nel 2011.

Questa area, a forma di cavalluccio marino, è completamente immersa nel cervello da ogni parte ed è parte del sistema libico, un insieme di strutture interne associate all’emozione ed alla memoria. E’ circondato dai recettori del cortisolo, l’ormone dello stress; studi clinici hanno dimostrato che può essere danneggiato dallo stress cronico, contribuendo ad una spirale dannosa nel nostro corpo.

In effetti le persone che hanno difficoltà stress-correlate, come depressione e PTSD tendono ad avere un ippocampo più piccolo.
Tutto questo indica quanto sia importante questa area per la resilienza dopo un periodo difficile! Un’altra abilità chiave nel mondo del lavoro dove è richiesto un alto livello di performance.

Ma queste scoperte sono solo l’inizio della storia: i neuroscienziati hanno anche dimostrato che praticare la Mindfulness influenza positivamente le aree del cervello correlate alla percezione, alla consapevolezza del corpo, alla tolleranza al dolore, alla regolazione delle emozioni, alla introspezione, al pensiero complesso e alla percezione di sé.

Se da una parte è necessaria più ricerca per documentare questa trasformazione e per capire i meccanismi sottostanti,
dall’altra i risultati sono palpabili.

La mindfulness non può più essere considerata qualcosa di piacevole, per molti è proprio una necessità: un modo per mantenere l’autoregolazione e le effettive capacità decisionali, un modo per proteggersi dallo stress tossico.

Può essere integrata nella visione religiosa di ciascuno di noi o nella vita spirituale,o praticata come una forma di training mentale o spirituale.
Quando prendiamo la nostra posizione, facciamo uno respiro e ci proponiamo di essere mindful, e in particolare quando noi ci riuniamo con altri per meditare assieme, noi ci diamo la possibilità di essere trasformati.